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Alesssandro Faraggiana

Alessandro Faraggiana

Raffaello Faraggiana

Raffaello Faraggiana

Caterina Faraggiana

Caterina Ferrandi

Il novarese Ugo Ferrandi, nato nel 1852, tra la fine del 1888 e l'inizio del 1889 abitò per qualche tempo ad Harar sull'altopiano abissino, dove conobbe uno strano individuo: un commerciante francese di generi coloniali, che dopo essere stato alle dipendenze di una ditta di Aden si era messo in proprio e faceva affari con gli indigeni. Quando Ferrandi se ne andò, il commerciante gli scrisse una lettera, datata 30 aprile 1889, per dirgli che ad Harar non era successo niente di nuovo: "le orge della settimana di Pasqua sono finite", e "gli Abissini hanno occupato la sua casa appena lei è partito. È un modo di procedere che non deve sorprenderla". Firmato: Arthur Rimbaud. (La lettera, rimasta per sessant'anni tra le carte dell'esploratore, è stata scoperta e pubblicata nel 1949 da Enrico Emanuelli nella rivista "Inventario").

L'Africa a Novara è arrivata a fine Ottocento con Ugo Ferrandi e poi è diventata una presenza sempre più cospicua nei primi decenni del secolo successivo, con gli oggetti e gli animali imbalsamati di un altro viaggiatore, Alessandro Faraggiana, che di Ferrandi era anche parente. Gli anni che separano Faraggiana da Ferrandi sono pochi, ma il mondo intanto è cambiato e le carte geografiche che lo rappresentano hanno fatto in tempo a completarsi in ogni dettaglio. L'Africa non è più l'inconscio dell'Europa, o lo è sempre meno; la caccia grossa ha preso il posto della passione scientifica e dell'esplorazione di terre sconosciute. Il "mal d'Africa", confusa memoria di un'epoca perduta, diventa lo slogan nemmeno tanto geniale inventato da un dittatore per giustificare una guerra crudele e anacronistica contro l'Etiopia. A Novara, per volontà della nobildonna Caterina Ferrandi Faraggiana, madre di Alessandro, nasce il primo Museo di Storia Naturale, concepito e ordinato secondo i criteri positivistici del secolo precedente.

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